giovedì, maggio 17, 2007

PICCOLI BUDGET, GRANDE CORAGGIO

by Maurizio Goetz

Loro allo IAB Forum non c'erano, non sembrano molto interessati alle nuove opportunità che i mezzi digitali oggi più che mai consentono. Loro sono i manager delle piccole e medie imprese, quelle che si lamentano, che non hanno budget per investire in comunicazione e poi espongono alle fiere senza prepararle, forse hanno una brochure, che viene replicata sul sito web o forse no. Ogni tanto la nuova generazione, quella dei figli, partecipa a qualche convegno, si informa e vorrebbe fare, ma trova poi tante resistenze in azienda, ci sono cose più importanti di internet. Eppure oggi più che mai le possibilità si moltiplicano per chi non ha budget milionari da investire: search engine marketing, content generated content, blog, sono oggi alla portata di tutti. Per chi, obietta che non ci sono i budget, occorrerebbe rispondere che non c'è il coraggio, non quello di investire, ma quello di provare modelli di comunicazione diversi da quelli tradizionali. Nessuno chiede di mettere la mano sul fuoco, ma almeno di fare un test si, e misurare, misurare misurare. Se non funziona, non si può dire di non averci provato. Si potrebbe fare molto con un po' di coraggio.

COME GESTIRE UNA AGENZIA DI PUBBLICITA'

Questa è una delle più belle pagine
scritte da David Ogilvy.

Occorrono lunghe ore di lavoro, una capacità di convinzione del più alto livello, una chiglia profonda, coraggio, e il dono di saper sostenere il morale di uomini e donne che lavorano in uno stato di continua ansietà.
Si pensa comunemente che la pubblicità attiri persone nevrotiche che hanno una propensione naturale per l’ansietà. Non credo che sia così. Ciò che accade nelle agenzie può indurre ansia anche nelle persone più flemmatiche.
Il copywriter vive con la paura. Avrà una grande idea entro martedì mattina? Il cliente la accetterà? Andrà bene nelle ricerche? Venderà il prodotto? Non mi sono mai seduto a scrivere un annuncio senza pensare questa volta non ce la farò.
Anche l’account executive ha i suoi motivi di ansietà. Rappresenta l’agenzia dal cliente, e il cliente nell’agenzia. Quando l’agenzia sbaglia, il cliente dà la colpa a lui. Quando il cliente è intrattabile, l’agenzia dà la colpa a lui.
Anche il capo dell’agenzia ha le sue preoccupazioni. Perderemo il cliente tal-dei-tali? Ci lascerà uno dei nostri migliori collaboratori? Farò un fiasco nella presentazione di giovedì prossimo a un nuovo cliente?
Fate in modo che sia divertente lavorare nella vostra agenzia. Quando le persone non si divertono, non producono buona pubblicità. Uccidete la tristezza con una risata. Liberatevi delle persone deprimenti che spargono cattivo umore.
Che personaggi straordinari sono gli uomini e le donne che dirigono agenzie di successo? Secondo le mie osservazioni, sono entusiasti. Sono persone intellettualmente oneste. Hanno il coraggio di affrontare decisioni difficili. Non si perdono d’animo nelle avversità. Molte di queste persone hanno un fascino naturale. Non sono prepotenti. Incoraggiano la comunicazione dal basso, sanno ascoltare. Molti bevono troppo, e leggono poco se non le carte di ufficio, in cui affogano.

I tempi sono cambiati, da quando David Ogilvy scrisse questa pagina. (Vedi Mala tempora currunt). Come è facile constatare, molte persone che dirigono organizzazioni di ogni specie somigliano poco a questo modello. Ma, oggi come sempre, è questo il tipo di persona che – nella comunicazione come in ogni cosa – riesce a costruire l’atmosfera in cui si genera autentica innovazione e vera creatività.

giovedì, aprile 12, 2007

PILLOLE DI MARKETING




Corso di marketing al femminile
1) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: "Sono un fenomeno a letto." Questo è Marketing Diretto.
2) Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e vedete un tipo molto affascinante. Uno dei tuoi amici gli si avvicina e gli dice:"Quella donna la è¨ un fenomeno a letto."
Questa è¨ Pubblicità .
3) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Gli chiedi il suo numero di cellulare. Il giorno dopo lo chiami e gli dici: "Sono un fenomeno a letto."
Questo è Telemarketing.
4) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Lo riconosci. Ti avvicini a lui, gli rinfreschi la memoria e gli dici: "Ti ricordi come sono brava a letto?"
Questo è Customer Relationship Management.
5) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti alzi, ti sistemi i vestiti, ti avvicini a lui e gli offri un bicchiere. Gli dici come è buono il suo profumo, ti complimenti con lui per il
suo completo, gli offri una sigaretta e gli dici: "Sono un fenomeno a letto." Questo è Public Relation.
6) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini a lui e gli dici: "Sono un fenomeno a letto.", e in più, gli fai vedere una tetta.
Questo è Merchandising.
7) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti si avvicina e ti dice: "Ho sentito in giro che sei un fenomeno a letto."
Questo è Branding, il potere del marchio.
Corso di marketing al maschile
1) Ti trovi ad una festa e vedi una bella sventola. Ti avvicini a lei e dici: "Sono un fenomeno a letto e resisto tutta la notte senza fermarmi..."
Questa è pubblicità ingannevole, ed è punita dalla legge.

mercoledì, novembre 29, 2006

Attenti a Internet !!


Negli USA, per i regali di Natale, farà oltre un quarto del mercato?

Secondo quanto dichiarato dalla società di ricerche BIGresearch, un sondaggio su un campione di oltre 7000 intervistati ha rivelato che la spesa media prevista per gli acquisti natalizi sarebbe attorno agli 800 dollari e che quasi il 29% degli acquisti previsti saranno realizzati su Internet. La percentuale di americani che prevede di effettuare almeno un acquisto natalizio online è salita dal 36 al 47% in un anno. Ma, come sostengo da sempre, l'impatto di Internet sarà ancora più forte sugli acquisti offline: quasi l'89% dei consumatori US dichiara di usare Internet per decidere cosa comprare in negozio (anche fuori dal periodo natalizio...). Il che implica che possiamo avere il negozio o il prodotto migliore del mondo, ma che se la presenza Internet non è a posto un buon numero di consumatori ci elimina dai possibili candidati sin dalle prime fasi del processo di informazione / selezione (chiaro, dipende anche dalla tipologia del prodotto...)

venerdì, aprile 21, 2006

L'attenzione privilegiata

Di questo non se ne parla volentieri in agenzia. E' inutile aumentare gli investimenti pubblicitari, aumentare il volume sonoro quando i propri pubblici non ti vogliono ascoltare.
Negli anni scorsi si è parlato molto di permission marketing, ma non delle sue implicazioni di lungo periodo: l'ottenimento di attenzione privilegiata.
Sono sicuro che un esempio può chiarire il concetto. Vi sarà capitato di essere molto occupati e di non volere ricevere telefonate di nessuno, tranne quelle di.....
Vi sarà anche capitato di ignorare intenzionalmente tutte le pubblicita della... mentre prestare attenzione a tutte quelle di.....
Siamo spesso prevenuti, ma non è detto che questo sia sempre un elemento negativo. Per qualche azienda lungimirante, questo atteggiamento può costituire un fattore critico di successo.
In un mondo caratterizzato da sovrabbondanza informativa, ottenere attenzione privilegiata è un imperativo.

mercoledì, aprile 12, 2006

Esploriamo il Web2.0


Il Web2.0 inizia a popolarsi di iniziative.
Alcune molto interessanti,
altre assolutamente inutili.


C'è chi è critico verso il W2.0, io invece lo considero una nuova spinta verso l'innovazione e la nascita di servizi che concretamente miglioreranno il Web.
Per chi volesse dedicare il week-end alla ricerca di progetti di valore, ecco una raccolta delle nuove inizative: www.web2logo.com
Mi raccomando, poi fatemi sapere quelle che vi hanno colpito!
Buon Divertimento!

martedì, aprile 04, 2006

La Pubblicità che ci aspetta

Scopro sul sito di Prima Comunicazione lo studio dedicato alle tendenze che stanno delineando lo scenario e il panorama socio-culturale della società italiana:
il Quaderno delle tendenze 05/06 realizzato da Carat Italia del Gruppo Aegis. Riporto i quattro trend principali che emergono dallo studio: Ritrazione: il sentire più vicino al mainstream, è la reazione degli individui all'incertezza e alla vulnerabilità diffusa. Questo trend presente già da alcuni anni nella società italiana racconta di un atteggiamento di chiusura e di difesa rispetto agli aspetti più minacciosi del presente. Prodotti, servizi e comunicazione assorbono richiami e atmosfere che alludono a un marketing della rassicurazione e dell'orgoglio. I mercati e i consumi legati al mondo protettivo della casa, ma al contempo anche alla riscoperta dell'autenticità di prodotti tipici e della vita sana e genuina nei borghi e nelle verdi province italiane sono una delle forme principali di risposta.Derive confortevoli: Nella ricerca di un nuovo equilibrio, l’individuo ha bisogno di appigli, di riferimenti a cui aggrapparsi. Non vincoli né formule rigide e statiche, ma modelli flessibili, capaci di guidare gli atteggiamenti più che i comportamenti: “derive ”, appunto, poco impegnative ma molto confortevoli.
Risponde alla necessità profonda di adattarsi e di preferire il benessere del momento alla ricerca di mete lontane. Si sostanzia attraverso forme di aggregazione facili e tendenzialmente poco impegnative. Si comincia a parlare di marketing del piacere e della felicità, che spingono ad esempio a nuovi segmenti di mercato legati ai nuovi templi del benessere o alle testate di psicologia o life-coaching.Fantasmare: è' la risposta di una parte della società alla necessità di reinventare un ordine che si fa fatica a riconoscere nel presente. È la voglia di passare al di là degli schermi dei media, di diventare protagonisti delle proprie rappresentazioni, attraverso racconti, ma anche attraverso la ri-creazione della realtà, delle esperienze e dei corpi. L’intrattenimento evolve verso nuove forme di management dell'immaginario e il marketing del sogno diventa una possibilità per fasce sempre più ampie di popolazione.
Si “fantasma” attraverso i nuovi format televisivi (i reality che permettono di ricreare vite e destini), attraverso le nuove tecnologie (che consentono di cambiare identità a piacimento nei diversi luoghi di incontro virtuali), i consumi (che permettono di ricreare esperienze coinvolgenti e profonde) e attraverso i corpi (modificati e plasmati a piacimento attraverso le tecniche più recenti ed efficaci).Cambiare le regole: è la volontà di agire sulla realtà dei consumi e dei media cercando di riscrivere le regole attuali attraverso le nuove possibilità offerte tanto dai canali alternativi di acquisto, quanto dalle nuove possibilità offerte dal mondo della tecnologia (nuovi e vecchi media e nuove forme di aggregazione). La possibilità di arricchire consumo e produzione di nuovi valori apre la strada a nuove fasce di consumatori che riescono a conciliare pragmatismo e idealismo. Si fa strada una nuova sensibilità al consumo che si sostanzia in un commercio equo e solidale o nei nascenti gruppi di acquisto per sconfinare nella finanza etica e in un turismo consapevole. Al contempo la computerizzazione della cultura permette allo spettatore di agire sul mondo dell'informazione, creando canali alternativi, interferendo con i media attuali e cercando di appropriarsi delle tecniche di comunicazione.
Quindi, conclude: "La capacità di ascoltare il consumatore prima di sollecitare ulteriori bisogni ha guidato alcuni attori (Aziende) protagonisti del mercato - conle proprie tipologie di prodotti e servizi - verso nuovi concept di posizionamento che si riassumono in quattro concetti chiave: semplificare, rallentare, condividere e partecipare".
Andrea Cappello

Nuova era per la pubblicità?


Domenica,durante il Gp di moto,quello che in gergo si chiama "screen split" ,un piccolo francobollo in basso a sinistra dello schermo ,durante la messa in onda degli spot pubblicitari,ha consentito agli appassionati di non perdersi neanche un minuto della corsa.Una novità assoluta sulle reti italiane,pare un successo.Un passo indietro di sua signora pubblicità.E gli inserzionisti non se la sono presa,tutt'altro:magari l'attenzione si è un pò spostata dal caffè o dalla carta di credito alla pista di Jerez,ma l'inconveniente è stato compensato dal maggior numero di spettatori(fino al 7% in più rispetto all'anno scorso)che non ha cambiato canale. Nuovo capitolo dei rapporti tra pubblicità e sport?"Noi siamo soddisfatti spiega Ettore Rognoni,direttore Sport di Mediaset. E' da quando abbiamo acquisito i diritti del Moto Mondiale, 4 anni fa, che ci poniamo il problema di come mandare la pubblicità senza far perdere agli spettatori sorpassi e cadute. Prima andavamo a chiedere ai piloti quali erano i punti del circuito in cui era più difficile effettuare i sorpassi e inserivamo gli spot in quei momenti. Ma non era facilissimo". Poi l'idea nuova,presa in prestito dalla rete tedesca Rtl.
Vincenzo Vigo, direttore creativo dell'agenzia Armando Testa di Roma, è cauto: "E' un esperimento interessante, perchè noi ci dobbiamo sempre ricordare che entriamo nelle case senza bussare. Ma è un compromesso difficile da gestire: l'emozione di una curva si perde lo stesso, l'attenzione dal prodotto è distolta. Comunque è la spia di un esigenza: su certi eventi,la pubblicità va dosata".
"Corriere della Sera",28 Marzo 2006

martedì, marzo 28, 2006

Il livello della pubblicità


“...Come giudica il livello attuale della comunicazione pubblicitaria?
Esistono tre tipi di pubblicità. C'è la pubblicità inglese che parte dalla testa per colpire al cuore; c'è la pubblicità latina, spagnola, italiana e francese che segue il cammino inverso e poi esiste quella americana che parte dalla testa per colpire al portafogli. Non sono tutte uguali. Non ci amiamo nello stesso modo perciò non possiamo comunicare nello stesso modo. Io credo che sia necessario, tuttavia, lottare contro questa pubblicità globale imposta dagli americani. Creano delle campagne pubblicitarie, a Madison Avenue, esportate nel mondo intero senza cambiare una virgola. Oggi le popolazioni vogliono ritrovare nella cultura immediatadella loro pubblicità le loro identità culturali, le loro radici, le proprie differenze e i propri umori ...”
Jacques Séguéla